La vita è un atto creativo

Yoga Un cammino per l’evoluzione armonica dell’essere

Domenica 22 aprile

La vita è un atto creativo

 

Lo yoga offre differenti dimensioni di esperienza.

La prima esperienza che si può avere con lo yoga è di tipo fisico, poiché con esso ci identifichiamo in quanto struttura visibile. Il nostro corpo è il nostro strumento principale per vivere la vita ma spesso diventa anche la nostra prigione poiché l’identificazione con esso ci rende schiavi della dimensione materiale.

Una dimensione più sottile di quella fisica è la dimensione energetica, ovvero la forza vitale, la forza dinamica che nella tradizione yoga è detta “prana”. Il prana lo possiamo percepire a livello fisico come calore, vitalità, forza, e attraverso le esperienze dello yoga possiamo comprendere che il prana è connesso al respiro poiché senza di esso non possiamo vivere.

Sappiamo che il respiro è connesso alle dimensioni più sottili, quando il respiro si ferma la vita finisce, e quella forza che teneva in vita il corpo cambia dimensione. Il respiro dunque è connesso a quella parte di noi che potremmo chiamare anima, oppure per chi non sente l’esistenza dell’anima, può pensare che il respiro è connesso al segreto della vita.

Durante la respirazione, se vi osservate bene, avviene un processo di espansione e ritrazione e nella ritrazione avviene un rilassamento, questo continuo processo, se portato alla nostra consapevolezza, attiva processi di liberazione e di pace.

Lo yoga ci porta ad avere esperienza con il mentale, la mente non è un qualcosa di visibile e quindi la dimensione mentale è un approccio più complesso rispetto ai due precedenti. Del mentale sappiamo poco, sappiamo che esiste grazie ai pensieri, alla razionalità, alle idee che cerchiamo di applicare nella vita quotidiana, queste applicazioni del mentale ci fanno capire che esiste una dimensione conosciuta come mente. Con lo yoga si possono fare esperienze più sottili ed entrare in contatto con le dimensioni della propria mente e scoprire le nostre potenzialità.

Lo yoga ci porta a fare esperienze della nostra dimensione umana che va oltre l’ordinario, per vivere queste esperienze dobbiamo rinunciare a “pensare” la vita e noi stessi così come ci pensiamo e ci immaginiamo durante il giorno e metterci in ascolto, un ascolto presente e aperto, un’attitudine di “disponibilità”. E’ necessario creare questa attitudine di disponibilità affinché nuove esperienze possano manifestarsi e con le nuove esperienze, la nostra dimensione che consideriamo “reale” si amplia. Ogni nuova esperienza genera nuovi elementi per la nostra realtà, dalle nuove esperienze avremo anche nuovi pensieri che genereranno nuovi movimenti, nuove ricerche, fino ad avere la possibilità di provare esperienze inesprimibili a parole o con pensieri, quando ciò accade, raggiungiamo i nostri limiti mentali e d’immaginazione e questo ci porta alla comprensione che esiste qualcosa di più grande di noi.

Uno degli scopi principali dello yoga è portare l’essere umano a vivere queste esperienze di crescita, di espansione della consapevolezza, di liberazione dei propri limiti (soprattutto mentali), e di pace.

Molti yogi sostengono che, per sperimentare le differenti dimensioni dell’essere umano è necessario vivere differenti livelli di esperienza nella vita per sviluppare la consapevolezza della natura che governa l’esistenza.

Il nostro essere lo percepiamo come un’unica realtà, ma, identificati con il corpo, cerchiamo maggiormente questo equilibrio nel corpo. Affinché la nostra percezione di unità e di equilibrio sia armoniosa, è bene tenere in considerazione quattro dimensioni.

La prima è la salute fisica. Con lo yoga potremmo aver fatto esperienza che riusciamo ad alleviare innumerevoli disturbi fisici che hanno anche un’origine psicosomatica. La tradizione considera di origine psicosomatica anche il diabete, l’asma, l’ipertensione, tutti squilibri che con lo yoga possono essere alleviati. Yoga però non vuol dire “terapia”, le pratiche yogiche producono benessere e salute, aiutando il praticante a rimuovere gli squilibri e ad armonizzare il corpo.

La seconda dimensione è quella mentale, le pratiche yoga producono rilassamento e rivitalizzazione, come una sorta di ringiovanimento della struttura fisica ma soprattutto mentale.

Quando dormiamo rivitalizziamo la struttura mentale oltre che fisica, e questo avviene in uno stato di completo rilassamento. Con il rilassamento fisico, stanchezza e tensioni vengono eliminati, la mente diventa calma, tranquilla e centrata.

Con le pratiche mentali possiamo fare esperienza di stadi di focalizzazione e concentrazione.

Durante le nostre giornate piene d’impegni la mente si muove continuamente da un oggetto ad un altro, e questo atteggiamento mentale può essere conscio, inconscio o subconscio. La mente, lasciata libera ricerca piacere e appagamento nelle esperienze legate al mondo esterno, questo conduce ad un processo difficile da interrompere di continua ricerca di stimoli mentali generati dal mondo esterno. Questo atteggiamento è tra i primi fattori di stress fisico e mentale.

Con le pratiche di yoga generiamo condizioni di rilassamento e concentrazione, così, soprattutto in questi ultimi anni, si cercano corsi di meditazione prima di aver affrontato un percorso di conoscenza del proprio corpo e si pensa che con la meditazione si possa guarire da tutti i problemi di stress, ma la meditazione non è un semplice rilassamento bensì espansione mentale.

Con l’espansione mentale si sviluppa la creatività e la nostra vita può essere riprogettata in una forma più vitale e salutare.

La terza dimensione è quella pranica. Attraverso le pratiche yoga creiamo una connessione con una sorgente di energia che impedisce l’esaurimento delle forze fisiche e mentali. Questa connessione energetica permette all’individuo di mantenere un continuo e costante senso di benessere, dinamismo e vitalità. A questo scopo le tecniche più adatte sono quelle del pranayama, che non sono semplici tecniche respiratorie ma servono a risvegliare l’energia vitale e la forza interiore,

La quarta dimensione è la natura sottile, intuitiva che va oltre l’intelletto e la razionalità.

Viviamo principalmente una vita governata da intelletto e razionalità che sono espressioni della mente manifesta, ma la natura sottile è altro e può essere manifesta. Quando entriamo in contatto con le dimensioni sottili troviamo sensazioni, emozioni, processi intellettivi e razionali, pensieri, idee, concetti, tutti prodotti di una mente ancora legata ad esperienze ordinarie.

Quando entriamo in contatto con una dimensione più sottile possiamo trascendere l’intelletto e scoprire una consapevolezza che potremmo definire cosmica. In questa dimensione possiamo fare l’esperienza dell’intuizione ed andare oltre la dimensione ordinaria di vita che ci siamo costruiti, poiché viviamo la vita che possiamo pensare, viviamo le esperienze che possiamo immaginare, ma tutto ciò che già è a livello conscio appartiene ad esperienze passate e per vivere e cambiare il presente dobbiamo generare uno spazio interiore nuovo, generare del vuoto da riempire con nuova vita, per far questo dobbiamo staccare la mente dalle idee che ha della vita e delle esperienze passate.

Studiamo e facciamo continuamente di tutto per avere nuova conoscenza, la c’è differenza tra conoscenza e saggezza. La saggezza è conoscenza applicata, la conoscenza di per sé è soltanto qualcosa a livello intellettivo.

Nella quarta dimensione delle esperienze dello yoga sviluppiamo una saggezza che ci permette di metterci in contatto con la vita quotidiana cercando una nuova realtà che ci possa rendere migliori e più responsabili e sviluppare una attitudine più corretta verso la vita. Ciò accade quando trascendiamo la mente e ci connettiamo con l’intelligenza intuitiva e trasformiamo la conoscenza in saggezza.

In questa visione lo yoga diventa una connessione tra l’individuo, il mondo manifesto che ci circonda e il cosmo, quando avremo sviluppato questa consapevolezza e compreso la natura multidimensionale del nostro essere, la nostra creatività si risveglierà e potremo fare della nostra vita un’opera d’arte.

Om Shanti Shanti Shanti

Swami Jivanmukta Saraswati